Ceci di Cicerale BIO secchi 300g

Rif: Tds1018  -  San Felice

     

I ceci di Cicerale (Presidio Slow Food) sono un ecotipo locale molto pregiato. Coltivato dalla fine dell'900 in questa zona del Cilento, è l'elemento che dà il nome al Comune di “Cicerale” (nello stemma comunale di Cicerale compare la piantina del cece con la scritta in latino "Terra quae cicera alit" - la terra che il cece preferisce).

Coltivati con il metodo biologico, raccolti a mano e sgranati con il vecchio metodo, battendoli con i bastoni per distaccare i ceci. Si distinguono per le dimensioni piccole e la colorazione leggermente più scura degli altri ceci. Hanno ridottissima umidità e quindi grande resa.

Ottimi da mangiare "a zuppettella", cioè con l'olio extra vergine d'oliva fresco.

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Ceci di Cicerale BIO secchi 300g

     

I ceci di Cicerale (Presidio Slow Food) sono un ecotipo locale molto pregiato. Coltivato dalla fine dell'900 in questa zona del Cilento, è l'elemento che dà il nome al Comune di “Cicerale” (nello stemma comunale di Cicerale compare la piantina del cece con la scritta in latino "Terra quae cicera alit" - la terra che il cece preferisce).

Coltivati con il metodo biologico, raccolti a mano e sgranati con il vecchio metodo, battendoli con i bastoni per distaccare i ceci. Si distinguono per le dimensioni piccole e la colorazione leggermente più scura degli altri ceci. Hanno ridottissima umidità e quindi grande resa.

Ottimi da mangiare "a zuppettella", cioè con l'olio extra vergine d'oliva fresco.

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Lenticchie verdi piccole biologiche prodotte dall'Azienda Bioland (Gravina di Puglia - BA). 

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Rif: Tds1991  -  Palumbo

Fagioli biologici coltivati a San Bartolomeo in Galdo (BN), il comune più grande della Val Fortore, al confine tra Campania, Puglia e Molise. Le coltivazioni si trovano a circa 700 metri s.l.m. tra colline coperte dì vigneti, uliveti e frutteti, che dominano la vallata del fiume Fortore.

Fagioli bianchi dalla caratteristica forma schiacciata

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Rif: Tds2103  -  Palumbo
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Rif: Tds2002  -  Palumbo

Fagioli tondini biologici coltivati a San Bartolomeo in Galdo (BN), il comune più grande della Val Fortore, al confine tra Campania, Puglia e Molise. Le coltivazioni si trovano a circa 700 metri s.l.m. tra colline coperte dì vigneti, uliveti e frutteti, che dominano la vallata del fiume Fortore.

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Rif: Tds1994  -  Palumbo

Fagioli nostrani biologici tipici del territorio della Val Fortore, al confine tra Campania, Puglia e Molise. Di colore bianco brillante, il seme è di piccole dimensioni, la tipologia è una via di mezzo tra il cannellino ed il tondino ed è da individuare, molto probabilmente, come il Fagiolo bianco di Montefalcone inserito dalla Regione Campania tra i “prodotti tradizionali”. Le coltivazioni si trovano a circa 700 metri s.l.m. tra colline coperte dì vigneti, uliveti e frutteti, che dominano la vallata del fiume Fortore.

I fagioli nostrani, coltivati in questo ambiente, acquisiscono particolare sapidità e sono particolarmente predisposti per la cottura.

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Rif: Tds1988  -  Palumbo

Lenticchie verdi piccole biologiche coltivate a San Bartolomeo in Galdo (BN), il comune più grande della Val Fortore, al confine tra Campania, Puglia e Molise. Le coltivazioni si trovano a circa 700 metri s.l.m. tra colline coperte dì vigneti, uliveti e frutteti, che dominano la vallata del fiume Fortore.

Offrono un apporto importante di proteine vegetali e ferro.

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Rif: Tds1262  -  Sole di Cajani

        

Lenticchie rosa decorticate e confezionate dall'Azienda Sole di Cajani (Caggiano - SA).

Adatte a tutte le preparazioni.

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Rif: Tds1017  -  San Felice

     

I ceci di Cicerale (Presidio Slow Food) sono un ecotipo locale molto pregiato. Coltivato dalla fine dell'900 in questa zona del Cilento, è l'elemento che dà il nome al Comune di “Cicerale” (nello stemma comunale di Cicerale compare la piantina del cece con la scritta in latino "Terra quae cicera alit" - la terra che il cece preferisce).

Coltivati con il metodo biologico, raccolti a mano e sgranati con il vecchio metodo, battendoli con i bastoni per distaccare i ceci. Si distinguono per le dimensioni piccole e la colorazione leggermente più scura degli altri ceci. Hanno ridottissima umidità e quindi grande resa.

Ottimi da mangiare "a zuppettella", cioè con l'olio extra vergine d'oliva fresco.

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Lenticchie nere confezionate dall'Azienda Sole di Cajani (Caggiano - SA).

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Rif: Tds1987  -  Palumbo

Lenticchie rosse biologiche coltivate a San Bartolomeo in Galdo (BN), il comune più grande della Val Fortore, al confine tra Campania, Puglia e Molise. Le coltivazioni si trovano a circa 700 metri s.l.m. tra colline coperte dì vigneti, uliveti e frutteti, che dominano la vallata del fiume Fortore.

Le lenticchie rosse hanno un gusto più delicato e sono più facili e leggere da digerire rispetto a quelle classiche. Offrono un apporto importante di proteine vegetali e ferro.

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Rif: Tds1993  -  Palumbo

Fagioli nostrani biologici tipici del territorio della Val Fortore, al confine tra Campania, Puglia e Molise. Di colore bianco brillante, il seme è di piccole dimensioni, la tipologia è una via di mezzo tra il cannellino ed il tondino ed è da individuare, molto probabilmente, come il Fagiolo bianco di Montefalcone inserito dalla Regione Campania tra i “prodotti tradizionali”. Le coltivazioni si trovano a circa 700 metri s.l.m. tra colline coperte dì vigneti, uliveti e frutteti, che dominano la vallata del fiume Fortore.

I fagioli nostrani, coltivati in questo ambiente, acquisiscono particolare sapidità e sono particolarmente predisposti per la cottura.

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Rif: Tds0551  -  Il Fagiolo D'Oro

      

Il fagiolo di Sarconi MUNACHEDDA è un ecotipo rampicante con seme a forma tondo-ovoidale, ha un colore più o meno intenso a seconda del tipo di terreno di coltivazione. Da gustare in squisite ricette con pasta, riso o a zuppa con l’aggiunta di verdure e carni.

I Fagioli di Sarconi sono delle delizie per il palato, ricchi di proteine, fibre, vitamine, ma soprattutto buonissimi, particolarmente apprezzati per la loro buccia estremamente sottile e per la cottura "a prima acqua", grazie alla quale assumono quell'inconfondibile gusto che li rende unici.

Nel 1996 il fagiolo di Sarconi ha ricevuto il marchio I.G.P. da parte dell'Unione Europea. 

Unica confezione 500g.

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Rif: Tds1287  -  Azienda Agricola Bruno Sodano

"Dente di Morto", fagiolo Cannellino tipico del territorio di Acerra (NA) - Presidio Slow Food. 

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Rif: Tds0550  -  Il Fagiolo D'Oro

      

Questo ecotipo di Fagiolo di Sarconi è caratterizzato dalle calde sfumature del tabacco che a prima vista distinguono questo fagiolo nano dal seme tondo-ovoidale.

Ad alto contenuto di fibra, il tabacchino è un fagiolo molto digeribile. A tavola si esalta nelle zuppe, da solo o con le verdure. È perfetto per la preparazione di una tradizionale ricetta lucana, il “pani npussu cu fasuli” (pane bagnato con fagioli): fagioli con brodo di cottura e pane raffermo, conditi con un filo di olio extra vergine di oliva.

Nel 1996 il fagiolo di Sarconi ha ricevuto il marchio I.G.P. da parte dell'Unione Europea. 

Unica confezione sottovuoto: 500g.

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Rif: Tds1997  -  Palumbo

Fagioli cannellini biologici coltivati a San Bartolomeo in Galdo (BN), il comune più grande della Val Fortore, al confine tra Campania, Puglia e Molise. Le coltivazioni si trovano a circa 700 metri s.l.m. tra colline coperte dì vigneti, uliveti e frutteti, che dominano la vallata del fiume Fortore.

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Rif: Tds2015  -  Palumbo

Lenticchie verdi piccole biologiche coltivate a San Bartolomeo in Galdo (BN), il comune più grande della Val Fortore, al confine tra Campania, Puglia e Molise. Le coltivazioni si trovano a circa 700 metri s.l.m. tra colline coperte dì vigneti, uliveti e frutteti, che dominano la vallata del fiume Fortore.
Offrono un apporto importante di proteine vegetali e ferro.

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Filetti di tonno (pinna gialla) in olio extra vergine di oliva biologico, prodotti dall'Azienda Di Lucia - Roccadaspide (SA).

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Dopo l’essiccazione, le nocciole vengono sgusciate e conservate sottovuoto (calibri 13-15 o superiore ai 15 mm). Costituiscono un gradevole snack, mantenendo inalterate le qualità salutari.

Quantità disponibili: 100g, 250g, 500gr, 1kg

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Il riso basmati biologico si distingue per il chicco allungato e per l'incredibile profumo che sprigiona; proviene dal Nord dell’India dove è coltivato e raccolto da famiglie di contadini proprietari di piccoli appezzamenti alle pendici del Himalaya, in una zona incontaminata, nello stato dell'Uttarakhand. È prelibato se accompagnato a piatti speziati e saporiti di verdure o carni, inoltre può essere consumato sia caldo che freddo.
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Carpellese è una varietà tipica delle colline salernitane, l’olio ottenuto da questa cultivar presenta un gusto molto equilibrato con piacevoli note di amaro e piccate.

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Cocco essiccato, naturale e senza sale.

Confezionato in busta.

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Fagioli "con l'occhio" dell'Azienda Sole di Cajani (Caggiano - SA).

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Le TUVAGLIEDDE sono tra le varietà più pregiate tra i Fagioli di Sarconi, sia per la rapidità di cottura che per la quasi assenza di buccia dopo la cottura.

E' un fagiolo rampicante, con il seme dalla forma tondo-ovoidale, che si distingue per le screziature marroni o nere che spiccano sul bianco. Si presta alla realizzazione di svariati piatti.

I Fagioli di Sarconi sono delle delizie per il palato, ricchi di proteine, fibre, vitamine, ma soprattutto buonissimi, particolarmente apprezzati per la loro buccia estremamente sottile e per la cottura "a prima acqua", grazie alla quale assumono quell'inconfondibile gusto che li rende unici.

Nel 1996 il fagiolo di Sarconi ha ricevuto il marchio I.G.P. da parte dell'Unione Europea. 

Unica conf. 500g.

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Rif: Tds1342

   

"Lupino Gigante" o "Lupinone" o "Lupinaccio di Vairano" sono tutti sinonimi di questo antico legume storicamente coltivato nell'area di Vairano (CE), al confine tra Campania e Lazio.

Il Lupino Gigante di Vairano (Presidio Slow Food) si distingue dai comuni lupini per le sue dimensioni, per il gusto più intenso e per la preparazione, completamente naturale e a base di sola acqua e sale.

Legumi dalle numerose proprietà benefiche, curative e nutrizionali, i Lupini sono in grado di apportare notevoli benefici all'organismo e alla sua salute, riducono il diabete e sono una ottima fonte di proteine vegetali. 

Ottimi come spuntino o antipasto, magari accompagnati da olive e semi di zucca. 

Peso barattolo 580 g - Peso sgocciolato 370 g

Prezzo al pubblico: 4,50 Euro.

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Confettura di frutta freschissima realizzata esclusivamente con Fico Bianco del Cilento, coltivato direttamente dall'Azienda S.Felice di Cicerale (SA), nel cuore del Cilento. La quantità di zucchero di canna utilizzata è stata ridotta al minimo per esaltare il sapore di questo frutto unico. Filiera cortissima dalla terra al barattolo per una confettura artigianale che stupisce ad ogni assaggio. Ottima da abbinare a formaggi e yogurt.

INGREDIENTI: *fichi bianchi del Cilento DOP, *zucchero di canna. *Da agricoltura biologica

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Gelse sciroppate con zucchero di canna.

Le gelse sono un frutto quasi in via di estinzione, particolarissimo e del gusto delicato, ottimo sullo yogurt bianco, sul gelato al fior di latte o sulla macedonia. Assolutamente da provare. 

INGREDIENTI: *zucchero di canna, *gelsi. *Da agricoltura biologica

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Rif: Tds1017  -  San Felice

     

I ceci di Cicerale (Presidio Slow Food) sono un ecotipo locale molto pregiato. Coltivato dalla fine dell'900 in questa zona del Cilento, è l'elemento che dà il nome al Comune di “Cicerale” (nello stemma comunale di Cicerale compare la piantina del cece con la scritta in latino "Terra quae cicera alit" - la terra che il cece preferisce).

Coltivati con il metodo biologico, raccolti a mano e sgranati con il vecchio metodo, battendoli con i bastoni per distaccare i ceci. Si distinguono per le dimensioni piccole e la colorazione leggermente più scura degli altri ceci. Hanno ridottissima umidità e quindi grande resa.

Ottimi da mangiare "a zuppettella", cioè con l'olio extra vergine d'oliva fresco.

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Rif: Tds1019  -  San Felice

     

I ceci di Cicerale (Presidio Slow Food) sono un ecotipo locale molto pregiato. Coltivato dalla fine dell'900 in questa zona del Cilento, è l'elemento che dà il nome al Comune di “Cicerale” (nello stemma comunale di Cicerale compare la piantina del cece con la scritta in latino "Terra quae cicera alit" - la terra che il cece preferisce).

Coltivati con il metodo biologico, raccolti a mano e sgranati con il vecchio metodo, battendoli con i bastoni per distaccare i ceci. Si distinguono per le dimensioni piccole e la colorazione leggermente più scura degli altri ceci. Hanno ridottissima umidità e quindi grande resa.

Ottimi da mangiare "a zuppettella", cioè con l'olio extra vergine d'oliva fresco.

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