Vale La Pena S.r.l.ValeLaPena
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Campania

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Birra artigianale

Vale la Pena

Birra Vale La Pena S.r.l. si costituisce nel 2019 a seguito dell’acquisizione del marchio “Vale La Pena” dalla Onlus “Semi di Libertà” che nel 2014 diede vita ad un progetto con la mission di contrastare le recidive delle persone in esecuzione penale, attraverso il lavoro come mezzo di riscatto sociale realizzando il marchio “Vale la Pena”: detenuti ammessi al lavoro esterno, venivano formati e avviati all’inclusione professionale nella filiera della birra artigianale.
Il progetto originario, cofinanziato dal Ministero dell’Università e Ricerca e dal Ministero della Giustizia, ha permesso la realizzazione di un Birrificio Artigianale nel quale i detenuti, provenienti dal Carcere di Rebibbia, venivano formati alla professione di Tecnico Birraio e avviati all’inclusione professionale nella filiera della birra.
Il progetto Birra Vale la Pena ha permesso la collaborazione di alcuni detenuti del carcere romano di Rebibbia alla produzione di birra. Il carattere formativo e inclusivo del progetto, ha inteso contrastare le recidive, che sono risultate essere al 70% tra chi sconta la pena solo in carcere e al 2% tra chi viene inserito in un circuito produttivo come questo.
Attratti dall’alto valore sociale dell’iniziativa, hanno partecipato come formatori alcuni tra i più grandi Birrai italiani, da Agostino Arioli (Birrificio Italiano) a Valter Loverier (Loverbeer), Teo Musso (Baladin) e Leonardo di Vincenzo (Birra del Borgo). In un collettivo di talenti, molti grandi birrai si sono alternati anche nell’impianto. Tra questi Marco Meneghin (Birra Stavio), Orazio Laudi (Birra Turan), Davide Frosali (Eataly Roma), Paolo Mazzola (BCR) e molti altri. Tale scelta moltiplica l’idea di «inclusione» ed eleva la qualità formativa, garantendo un’altissima qualità del prodotto finale.
Dal 2019 Birra Vale la Pena è un’azienda, una S.r.l., divenuta tale con l’acquisizione del marchio da parte di figure tecniche e manageriali, lo spostamento della produzione in Campania con l’aiuto di un imprenditore locale, e l’avvio di un dialogo con alcune carceri.
La birra è attualmente prodotta all’esterno di istituti penitenziari, ma conta di riuscire a realizzare formazione e produzione all’interno delle carceri, burocrazia permettendo!
Sperando che presto Birra Vale La Pena possa riuscire ad avere un impianto in carcere, abbiamo deciso di sostenere il progetto attraverso la distribuzione di queste birre “artigianali” che oggi, anche grazie al nuovo Birraio Flavio Belardelli e all’allineamento delle ricette al mercato attuale, risultano ancora più di grande qualità, gusto e valori.