Melauro.pngFrancesco Del Sesto
Pietravairano (CE)

Il Lupino Gigante di Vairano Presidio Slow Food.

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CAMPANIA

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“Il Lupinone o Lupino Gigante o Lupinaccio di Vairano – Presidio Slow Food!”


Il Presidio del Lupino Gigante di Vairano nasce nell’ambito del progetto Presidio della Biodiversità dell'Alto Casertano, realizzato da Slow Food Campania e dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità per valorizzare i prodotti più interessanti dei territori del GAL Alto Casertano che comprendono le macroaree del Monte Matese, del Monte Maggiore e del Monte Santa Croce.


I lupini che troviamo oggi sugli scaffali dei negozi arrivano quasi tutti dall'estero, in particolare dal Cile, ma anche da India e Australia, mentre un tempo il lupino veniva coltivato abbondantemente nel territorio del Casertano. L’antica produzione tradizionale del Lupino – oggi abbandonata e sostituita da colture più redditizie – predilige i terreni acidi; per questa ragione l’area di Vairano, al confine tra Campania e Lazio, di origine vulcanica, è da sempre adatta a questa coltivazione.

Nonostante le difficoltà e la scarsa redditività della coltivazione del Lupino, l’Azienda Francesco Del Sesto, con più di 40 anni di attività, ha conservato i semi antichi della varietà autoctona e produce, ancora oggi, il Lupino sui propri terreni, nel comune di Pietravairano.

Siamo andati a trovare Francesco Del Sesto, con la sua famiglia, in una bella domenica di marzo, mentre le piante di lupino nei campi sono ancora piccole e i fiori ancora non si vedono. Tuttavia le loro piantine disposte ordinatamente già danno promessa di un raccolto ricco. Le piante infestanti, infatti, quest’anno stanno crescendo lentamente e sembra scongiurata la fatica dell’anno scorso quando è stato necessario estirparle a mano, ad una ad una. Ce lo raccontano sorridendo, ma il ricordo della stanchezza è ancora vivissimo.

Oggi l’azienda si estende su una superficie totale di circa 2 ettari. Due appezzamenti piccoli, ma coltivati con amore, con determinazione e con dedizione. Le piantine crescono senza l'utilizzo di nessun pesticida, senza l’aggiunta di nessun concime e senza neanche aggiunta di acqua, se non quella piovana.

Il Lupino di Vairano ci racconta di una grande esperienza ricevuta in eredità dagli anziani che hanno da sempre abitato queste terre e che riconoscono i terreni adatti a questa pianta. La semina avviene in ottobre, il seme resta nel terreno tutto l'inverno, la fioritura comincia a metà maggio e presenta tre fioriture successive, via via più alte sulla pianta, fino a fine giugno. La raccolta avviene ad agosto quando la pianta è oramai secca. La trebbiatura viene fatta in maniera lentissima e, storicamente, nelle prime ore del mattino per evitare che i baccelli si aprano, a causa del calore.

Una volta raccolti, i baccelli vengono battuti e i semi raccolti sono puliti e selezionati. Lasciati all’aria ad asciugare per 4 giorni, si raccolgono poi in sacchi di iuta. Per poterli consumare, un tempo, si sistemavano in grandi sacchi e si immergevano nelle acque del Volturno per settimane. Oggi, la lavorazione del lupino dell’Azienda Del Sesto, è svolta in un laboratorio ma, come un tempo, esclusivamente con acqua e sale, con le vecchie tecniche di produzione, deamarizzato con metodi naturali senza conservanti né additivi, come da disciplinare sottoscritto con Slow Food. La conservazione è affidata all'acqua e sale, dopo la pastorizzazione.

Alla certificazione bio ci stanno pensando, ma per il momento gli appezzamenti sono ancora troppo limitati. Intanto il Presidio Slow Food garantisce un protocollo molto rigoroso. L’obiettivo è rilanciare la coltivazione del lupino, distribuendo i semi a nuovi agricoltori e recuperando alcuni terreni agricoli fertili, ma abbandonati e incolti.

I lupini sono un ottimo spuntino o un antipasto, magari accompagnati da olive e semi di zucca. Riducono il diabete e sono una ottima fonte di proteine vegetali.